lunedì 12 settembre 2016

Pesto di rucola selvatica e noci

Semplice e sfizioso il pesto di rucola selvatica permette di gustare appieno un buonissimo piatto di pasta condito a crudo. In questo caso ho scelto delle delicate linguine di farro dicocco, reperibili nei negozietti naturali e bio.

Ingredienti:

2 belle manciate di rucola selvatica lavata ed asciugata
6 noci intere150 g di pecorino (del pastore) tagliato a cubetti5 foglie di basilico
olio extravergine di qualità q.b.
una spolverata finale di Supergomasio (in alternativa il Gomasio)
Un pizzico di sale integrale
3 cubetti di ghiaccio*


Procedimento:

Sgusciare le noci e ricavarne i 12 gherigli.
Procedere come un normale pesto, inserendo tutti gli ingredienti nel mixer e frullare.
Con l'olio potete stare scarsi all'inizio..siete sempre in tempo ad aggiungerlo

*suggerimento: è possibile congelare precedentemente i cubetti di formaggio in modo da non dover aggiungere ghiaccio (e quindi acqua) al pesto, per tenere il colore e la freschezza.



Condire la pasta ancora fumante col pesto rigorosamente a crudo e spolverare col Supergomasio 

Linguine di farro al pesto di rucola selvatica

lunedì 11 luglio 2016

scomposta di kiwi


Tempo fa mi era stata chiesta la ricetta della scomposta di kiwi (scusate il ritardo ^_^), una marmellata un po laboriosa ma geniale per ottenere un buon prodotto da questo frutto che non sempre troviamo "squisito" per via del suo stadio di maturazione.

Prima di tutto avremo bisogno di kiwi belli belli maturi (abbastanza molli, ridotti di volume, che fan le grinze nella buccia per capirci) altrimenti ci sarà da correggere l'acidità in maniera drastica, il che snaturerebbe il frutto stesso. Purtroppo al supermercato sarà dura trovare kiwi adatti. Dovremo quindi attendere la stagione fredda, ottobre-novembre oppure febbraio marzo, quando qui al nord i kiwi raggiungono la maturazione e vengono raccolti.

Si possono utilizzare quelli raccolti a fine autunno e lasciati "invecchiare" fino a fine inverno oppure andare a prendere quelli ancora rimasti sugli alberi fin dopo l'inverno (più rari), affidatevi ai contadini piccoli produttori. Io mi sono affidato ad un contadino che li ha tenuti ad "invecchiare" fino a Marzo, costano poco e sono ottimi!

Ingredienti:

5 kg di kiwi maturi
300 g di zucchero di canna integrale
150 g di zenzero fresco
mezzo limone
60 g di carruba in polvere

procedimento:

Pelare i kiwi e togliere il loro "pungiglione" che trovate alla sommità (ve ne accorgerete appunto perchè vi punge).
Prendete dunque metà dei frutti pelati e tagliateli a pezzetti, in 8 parti circa e metteteli in pentola con metà zucchero e metà dose del limone e portate a bollore stando attenti a non far attaccare eccessivamente il prodotto.
Prendete l'altra metà dei frutti, tagliateli velocemente a metà e metteteli a bollire in un'altra pentola col rimanete zucchero, lo zenzero pelato e tagliato a pezzetti. Potete coprire col coperchio all'inizio per mantenere il calore e velocizzare la cottura. Basteranno pochi minuti da quando le masse bolliranno ed il tutto sarà pronto, più il prodotto cuoce, più sterilizzato e decolorato diventa.
ASSAGGIATE! se vi piace ok, altrimenti aiutatevi con lo zucchero ed il limone per aggiustare a vostro piacimento. Non siate parsimoniosi con lo zenzero..è il vero segreto di questa preparazione!
Una volta cotta la vostra frutta potete frullare bene la prima base (ovvero il risultato della pentola coi kiwi tagliati a metà, il rimanete zucchero, lo zenzero pelato e tagliato a pezzetti) ed assaggiate.


A questo punto se volete potete passare la base al colino per togliere la maggior parte dei semini neri.

Inserite quasi tutta la base ottenuta, ed ancora bollente, nei vasetti precedentemente sterilizzati.
I vasetti vanno riempiti SOLO A META'.
Aggiungete la carruba alla piccola parte rimanente e già frullata. Frullatela nuovamente per amalgamare il tutto.
Ora aggiungete questo risultato all'altro composto bollito, ottenendo così 2 differenti basi che danno origine alla vostra Scomposta!
Ora è il momento di RIEMPIRE I VASETTI con la seconda base.

A vostra discrezione potete anche invertire le basi, ovvero inserire la carruba nella prima base anzichè il contrario.

 Otterrete un risultato innovativo e gustoso che riesce a dare una possibilità inaspettata e una marcia in più a questo frutto tanto inflazionato quanto poco sfruttato.








giovedì 7 aprile 2016

Caserecce abruzzesi


Come capita spesso, di Venerdì faccio il giro dei mercatini della città e trovo qualche prodotto che cattura la mia attenzione. Dall'ultima capatina ne è uscito questo:

Caserecce di grano antico Solina (tipo 1) con carciofo sardo, mandorle e pancetta marinata di maiale nero nostri colli.
Questa pasta di Solina, fatta con farina macinata tipo 1, è davvero eccezionale e si esalta a dovere col suo condimento.

Ingredienti piatto singolo 
100g Caserecce di Solina
1 carciofo tipo sardo
50 g pancetta fresca non salata
50 g  Mandorle
1 cipollotto rosso
scarti di carciofo e cipolla

Riesumazione pancetta
Brodo di Carciofo
Marinatura per pezzo pancetta 300 g
vino rosso e acqua in parti 3 a 1
un cucchiaio di aceto bianco
alloro
1 cucchiaino raso di sale grosso
finocchietto
scarti di verdure
5 grani schiacciati di pepe nero 
2 grani schiacciati di ginepro

Il pezzo di pancetta è stato acquistato da un allevatore di alcuni maiali neri delle nostre colline che mangiano principalmente ciò che trovano allo "stato brado". La pancetta era al naturale, senza sale, perciò l'ho fatta marinare per una giornata intera con del vino rosso (avevo mezza bottiglia di Bordeaux un po scarsino a portata mano), erbe e tutto il resto.
Scolata e asciugata e superprofumata, la pancetta è ora pronta all'uso. Scartata la cotenna trito il resto e comincio a soffriggerla delicatamente con del cipollotto rosso e poco olio di riso. Già a questo punto gli odori, gli scricchioli del cibo si fanno sentire. Aggiungo l'immancabile foglia di alloro e l'aglio trito e proseguo nel soffritto. Aglio e cipolla sono un vero toccasana, inoltre abbiamo anche i carciofi in questa ricetta! Possiamo quindi alleggerirci nel dire che compensiamo così eventuali assimilazioni poco salutari riconducibili al nostro pezzo marinato :))

Tagliere operoso

I carciofi mondati della parte esterna del gambo, di qualche foglia coriacea e della barba vanno tagliati a julienne e aggiunti alla padella con metà delle mandorle. Perciò, aggiungendoli, aumento la potenza di fuoco ed i carciofi si cuociono senza far tempo ad ossidarsi (perciò niente vasca con acqua e limone). Sfumo con abbondante vino bianco, poi acqua di carciofo e continuo la cottura finchè si cuociono i carciofi lasciandoli comunque croccanti. A parte, cotta la pasta al dente, la aggiungo alla padella saltando e aggiungendo l'altra metà di mandorle e brodo di carciofo a necessità. Un filo d'olio extra, gomasio e via! 

Buon appetito!
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